Pubblichiamo un brano dell'omelia di Don Stefano Venturini in occasione della S.Messa per l'inizio dell'anno sociale, che esprime bene il significato e lo scopo della nostra attività culturale.
Carissimi, in questo brano di Paolo a Timoteo è come se
fosse descritto il nostro tempo. Il che significa che in fondo in fondo
l'ambiente è sempre uguale a se
stesso in tutte le epoche. Anche il nostro tempo è dunque un tempo che sembra
non voler più ascoltare la verità. Oggi
ognuno parla ai suoi, sembra non esistere più la possibilità di un confronto tra persone e
istanze diverse: oggi la transculturalità
della verità non sembra possibile.
Tra l'altro oggi chi non accoglie le posizioni della
maggioranza (laicista), viene contestato
appunto non sul piano dei contenuti ma sul piano personale, venendo di volta in
volta tacciato di fascista, ignorante,
fobico di qualcosa. Vi è dunque come una sorta di incomunicabilità. Ma oggi come ai tempi di Paolo la parola di Dio ci invita a
insistere nella testimonianza, a non
arretrare, a non aver paura. Non si deve
arretrare perché la verità é piu forte delle favole: la verità infatti è Uno,
incontrabile in un'esperienza; e contro le esperienze non valgono gli
argomenti. Ma Paolo ci dice anche un'altra cosa: il motivo
ultimo per cui bisogna testimoniare il
Vangelo della verità alla fin fine é per
noi, è la questione della nostra salvezza, cioè del nostro, del mio rapporto
con la verità, il mio rapporto con Cristo.
Noi non possiamo nulla sugli altri; possiamo solo accettare, vivere e
morire nella fede in Cristo Gesù. E'
sempre interessante pensare che Paolo che ha cambiato il mondo, ha predicato dappertutto,
ha impostato teologicamente il messaggio del Signore, invece di vantarsi di
tutto ciò, invece di ricordare tutto ciò dice: "ho mantenuto la fede". Capito?
Alla fine quello che gli preme è aver mantenuto la fede, il rapporto salvifico
con il Signore Gesù Cristo. Carissimi, attraverso lo strumento di
un'associazione culturale facciamo
appunto cultura ma perché questo fare
cultura è innanzitutto importante per noi, come per san
Paolo, per il nostro rapporto con la
verità, per il nostro rapporto con Cristo che
dona pace ai nostri cuori perché dà luce alle nostre menti. Dunque e concludo: il motivo ultimo per cui si fa la Peguy é per mantenere la fede in noi fino all'ultimo
giorno della vita. Per chiarire le ragioni di Cristo innanzitutto a noi
stessi. In fondo il proporre agli altri, proporre incontri
agli altri, mostre, concerti, film, uscite,
è sempre un effetto collaterale di
questo. Proprio perché voglio per me la fede fino all'ultimo giorno della mia esistenza, spero che, con la
grazia di Dio, anche altri, tramite il
nostro lavoro possano sperimentare
altrettanta meraviglia nella loro di vita. .